Aumento della necessità di riabilitazione e di terapisti occupazionali

I risultati dello studio”Global estimates of the need for rehabilitation based on the Global Burden of Disease study 2019: a systematic analysis for the Global Burden of Disease Study 2019 pubblicato sul The Lancet, nel dicembre 2020, a cura di Alarcos Cieza et al, sfidano l’assunto che la riabilitazione è un servizio “per pochi”, dimostrando, al contrario, che essa è necessaria per 2,41 miliardi di persone che hanno un’ampia varietà di condizioni di salute, cioè che un individuo su tre è nelle condizioni per beneficiare della riabilitazione, con un aumento del 63% dal 1990. Inoltre, gli autori sottolineano che ci sono prove emergenti che molte delle persone colpite dalla pandemia COVID-19 hanno conseguenze a lungo termine indipendentemente dalla gravità della malattia o dalla durata del ricovero, rendendo chiaro che molte di loro aumenteranno la domanda di servizi di riabilitazione a livello globale, a causa degli esiti della patologia.

Gli autori affermano che l’unico modo possibile per permettere che i servizi di riabilitazione siano fruibili da tutti coloro che ne hanno bisogno, è la sua integrazione nel sistema sanitario e, in particolare, nelle cure primarie.

Uno dei suggerimenti degli autori per aumentare l’inclusione dei servizi riabilitativi nell’assistenza sanitaria di base è l’aumento del numero dei professionisti della riabilitazione (p. Es., Fisioterapisti, terapisti occupazionali e logopedisti) per ridurre la prevalenza e ritardare l’insorgenza degli effetti disabilitanti delle condizioni di salute croniche.

La terapia occupazionale può migliorare la partecipazione alle attività negli adulti e nei bambini con diverse condizioni croniche, contribuire a gestire il declino cognitivo per le persone con demenza ridurre il carico dei caregiver, migliorare la quotidianità delle persone con malattia di Parkinson e reumatiche, tra le altre. La terapia occupazionale ha anche il potenziale di ridurre le ri-ammissioni ospedaliere, evitando costosi ricoveri o riducendo i giorni di degenza, supporta poi le persone nella sfera della produttività mantenendo o adeguando l’attività lavorativa o la partecipazione a scuola.

Tutto ciò rende evidente la necessità di aumentare il numero di terapisti occupazionali presenti nel territorio nazionale ma soprattutto in quello regionale, nel quale questi professionisti sanitari non arrivano neanche alla cifra tonda.

Cieza, Causey, et al (2020) – Global estimates of the need for rehabilitation based on the Global Burden of Disease study 2019: a systematic analysis for the Global Burden of Disease Study 2019 – The Lancet  VOLUME 396, dic – https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(20)32340-0/fulltext

WFOT (2020) – WFOT’s Statement on the International Year of Health and Care Workers – https://wfot.org/resources/public-statement-international-year-of-health-and-care-workers

Casu, Parone (2021), Il terapista occupazionale nell’assistenza primaria, Quotidiano Sanità, 11 gennaio 2021 https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=91382

Stucki G, Bickenbach J, Kiekens C, Negrini S, Stam HJ (2020); The European Academy of Rehabilitation Medicine. Reflections of the European Academy of Rehabilitation Medicine on the first global estimates of the need for rehabilitation and the implications for physical and rehabilitation medicine. J Rehabil Med. 2020 Dec 22;52(12):jrm00131. doi: 10.2340/16501977-2784. PMID: 33337501.

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